martedì 13 dicembre 2016

Più spazio a pedoni e bici per rilanciare i due centri della Città

La sezione giuliese di Italia Nostra onlus e il circolo FIAB-Legambiente Giulianova hanno portato con un documento congiunto all’attenzione dell’Amministrazione comunale le osservazioni al Programma triennale delle Opere Pubbliche 2017/2019 in corso di approvazione. Le proposte avanzate pongono particolare attenzione al tema delle politiche strategiche della mobilità cittadina, diventate una necessità impellente per il rilancio economico e sociale dei due Centri cittadini:
– Riqualificazione Centro del Lido:
Nei giorni scorsi si è appresa la notizia di un finanziamento per il centro del Lido cospicuo, con un primo stralcio pari a 210.000 euro, di cui un primo step di circa 40.000 euro per l’eliminazione delle più consistenti barriere architettoniche.
Il relativo comunicato stampa elencava una serie d’interventi quali il rifacimento integrale dei marciapiedi di via Nazario Sauro Est, lati Sud e Nord, con una nuova pavimentazione, la ripiantumazione delle essenze arboree e la risistemazione della pineta accanto al Kursaal. Ci preme fare osservare come il programma indicato propone il semplice ripristino di una condizione identica a quella attuale, in merito soprattutto alla riqualificazione della vivibilità e mobilità.
Su questo tema infatti le due associazioni, assieme ad altri soggetti, negli anni passati hanno portato avanti una campagna di informazione con relativa petizione pubblica per rendere la cittadinanza consapevole del valore economico e di benessere sociale dell’istituzione di aree prive di traffico veicolare. Con tale iniziativa sono state raccolte in sole tre domeniche un totale di circa 1.000 firme, poi consegnate in Comune, per la pedonalizzazione di via Sauro.
Successivamente, a partire dal maggio 2015, il Partito Democratico giuliese ha iniziato un dibattito cittadino con una proposta progettuale, presentata in assemblea pubblica organizzata dal comitato quartiere lido, per una sorta di “piazza lineare” che coinvolgesse il Lungomare Monumentale, piazza Dalmazia, via Nazario Sauro, parte di Viale Orsini e via Gorizia. Dunque si è preso atto dell’ormai improcrastinabile necessità di una ridefinizione degli spazi cittadini centrali della zona del Lido con un’evidente caratterizzazione pedonale, in un’ottica di riequilibrio delle modalità di spostamento e di uso dello spazio pubblico urbano che oggi è totalmente, anacronisticamente e  sbilanciato e appiattito sull’abuso dell’auto privata.
Pertanto la decisione di fermarsi al puro rifacimento dell’esistente con “abbellimenti” ed eliminazione delle barriere architettoniche appare da un lato come un freno al dibattito iniziato finalmente anche nella nostra Città, e dall’altro come la pietra tombale che condannerà il Centro del Lido a restare tale per i prossimi decenni. Le nostre Associazioni pertanto, nell’esclusivo interesse della collettività, invitano accoratamente l’Amministrazione a rivedere gli indirizzi progettuali e la programmazione degli interventi al fine di realizzare un autentico “corso”, luogo a forte caratterizzazione commerciale, ricreativa e turistica, che non può prescindere dalla chiusura, anche inizialmente parziale, al traffico veicolare.
La proposta che si avanza è quella di impiegare le risorse programmate al fine di rendere la parte Est di via Nazario Sauro totalmente dedicata alla mobilità dolce con l’opportunità di uno sviluppo commerciale che permetta alle stesse attività di fruire della via così da arredarla e abbellirla: una “piazza longitudinale”, luogo di socialità e fondamentale raccordo tra la piazza Martiri delle Fosse Ardeatine e piazza Dalmazia/Lungomare Monumentale da riqualificare successivamente. In questo senso, sarà necessario sistemare la via con una pavimentazione a raso che elimini le barriere architettoniche con una messa in quota delle caditoie. Per quanto riguarda i costi, in alternativa al rifacimento con porfido e piastrelle rosse, si propone la messa in quota della strada ad altezza marciapiedi attraverso la stesura di stabilizzato e strato di binder, con successiva ricopertura di tutta la sede – carreggiata+marciapiedi – con tappetino di usura e successiva finitura in resina che può essere trattata a colore come una tavolozza.
Se però la (non) volontà di fondo è quella di non procedere alla trasformazione della mediocre via Sauro in Corso Sauro, ossia nell’agorà cittadina della parte del Lido, allora è inutile e anzi quanto mai dannoso sprecare preziose risorse pubbliche. All’urgenza della questione “barriere architettoniche” noi proponiamo di unire anche la protezione adeguata della corsia ciclabile, oggi utilizzata come parcheggio o come corsia di sorpasso per la dilagante e incivile abitudine di parcheggiare in doppia fila. Senza pedonalizzazione allora sarebbe necessaria almeno una fila di dissuasori – i cosiddetti “panettoni” – per evitare che le auto continuino a invadere quel poco spazio riservato alle sempre più numerose bici. Allo stesso modo con il denaro risparmiato si potrebbe intervenire sull’incompiuta di via Nievo, dove uno dei più importanti poli scolastici cittadini soffoca ogni giorno di traffico, avvelenando i più piccoli la cui salute andrebbe invece difesa a ogni costo, perché la strada è oggi interamente dedicata alla mobilità insostenibile.

Via Nazario Sauro in una foto tratta dal quotidiano Il Centro.

– Valorizzazione del Centro Storico con istituzione della ZTL:

Il pessimo progetto realizzato nel Centro Storico, dove si sono svolti lavori costosissimi con l’idea di creare un’area pedonale per poi non avere la determinazione e la piena convinzione di andare fino in fondo, ha bloccato ad oggi la piena valorizzazione della parte antica di Giulianova. Laddove, seppure in maniera goffa e caotica, è stata realizzata una piccola area pedonale come in piazza Buozzi (quando non viene invasa da concittadini incivili con le loro auto), da qualche anno si è assistito al risorgere di esercizi commerciali con un miglioramento della frequentazione di uno spazio storico straordinario da parte di cittadini e turisti. La Piazza di cui trattiamo è uno tra i luoghi più simbolici del Rinascimento italiano, così come hanno consacrato prima il prof. Mario Bevilacqua dell’Università di Firenze con il suo studio pubblicato nel 2002, e finalmente Rai Storia che alcuni mesi fa ha portato Giulianova al grande pubblico con uno splendido documentario sulle “Città Ideali” italiane tra Quattrocento e Cinquecento. Questo spazio così prezioso è tuttavia in preda al disordine che mina il decoro e l’immagine della Città stessa: auto parcheggiate ai piedi del Duomo e che si infilano ovunque si crei un varco tra gli arredi, questi ultimi non progettati per la Piazza con funzione di dissuasori ma allocati in via emergenziale e poi divenuti stanziali. Per non parlare delle automobili che invadono spesso anche l’area pedonale davanti al Palazzo Ducale, luogo di svago anche per i bambini. Seppure via Acerbo e il tratto di Piazza Buozzi-lato Nord siano nominalmente ZTL, come specifica un cartello dinanzi alla sede municipale di corso Garibaldi, si vede chiunque transitare e sostare in queste aree entrando addirittura dalla Piazza.
L’arricchimento di nuovi esercizi in Piazza Buozzi, seppure con la sua incompleta “pedonalizzazione”, ha posto in risalto l’estremo impoverimento, in termini di decoro e di vivacità commerciale innovativa, di quella che è la via più importante della Città: corso Garibaldi. Una via questa, invasa da mezzi che per la loro mole distruggono di tanto in tanto i balconi delle abitazioni, come anche dalle auto che arrivano a parcheggiare sopra i marciapiedi e che sfrecciano fino a 70Km/h, con buona pace della ormai logora e sciagurata pavimentazione e con grave pericolo per i pedoni, soprattutto per bambini e anziani.
Si richiede pertanto di prevedere nel piano triennale delle opere pubbliche un investimento per far divenire finalmente corso Garibaldi e piazza Buozzi un’area a Traffico Limitato autentica, per donare strategicamente a questi luoghi lo specifico profilo “slow”, tipico dei centri storici, con una vocazione culturale e turistica. La realizzazione di uno spazio finalmente con delle regole da un punto di vista degli accessi dei mezzi, con dissuasori mobili presso i varchi stabiliti, condurrebbe anche il Centro storico di Giulianova, come già accade a Teramo o ad Atri, a vivere una stagione nuova sotto il profilo del miglioramento della vivibilità generale che porterà certamente un nuovo incremento di investimenti sia per fini commerciali che residenziali e quindi sul patrimonio edilizio.

Corso Garibaldi con le auto o con le persone

È cosa ormai più che nota che il traffico non si risolve coi parcheggi e con le strade. Infatti, sarebbe come pensare di curare la tossicodipendenza con maggiori dosi di stupefacenti. Se si realizza una città a misura di auto si avrà una città invasa di auto e smog, se la si realizza a misura di pedoni e bici e si avrà una città piena di pedoni e bici, e soprattutto piena di PERSONE, perché le auto RUBANO spazio alle persone e quindi riducono anche il numero di potenziali acquirenti nei negozi dei centri cittadini.
Si tratta di stipulare un patto collettivo per l’uso dello spazio collettivo e le nostre associazioni offrono la loro voce per contribuire ad un miglioramento della vita comune.

lunedì 11 luglio 2016

Giovedì in terrazza. Incontri di arte, storia e musica a Palazzo Bindi

Sotto l'alto patronato della Regione Abruzzo - Agenzia di promozione culturale, con il patrocinio della Città di ‪Giulianova‬, dal 7 luglio al 1 settembre, ogni giovedì alle ore 21.30 si terrà "Giovedì in terrazza. Incontri di arte, storia e musica a Palazzo Bindi" a cura del‪ Polo Museale Civico di Giulianova‬ con la collaborazione di ‪‎Italia Nostra‬ onlus-sezione di Giulianova, con la partecipazione dell'associazione culturale "G. Braga" e dell'associazione culturale "Accademia Acquaviva".
L'appuntamento è a Palazzo Bindi, corso Garibaldi, 14.
Informazioni: www.giulianovaturismo.it - 0858021308 - museicivici@comune.giulianova.te.it


venerdì 11 dicembre 2015

"HOLY AND LAY": il video dello spettacolo di inaugurazione della prima parte del nuovo impianto illuminotecnico del Duomo a cura di allSADout


Lo spettacolo di luci (giochi e transizioni geometriche, variazioni cromatiche, effetti prospettici 3D, deformazioni di elementi architettonici) sulla facciata del Duomo di San Flaviano, promosso da Italia Nostra onlus, a cura di Angela Marchesani, Graziano Marchesani e Marco Rosa (allSADout), con le musiche di Angelo Vitaliano, e realizzato grazie al prezioso contributo dell’amministrazione comunale. L'evento si è svolto sabato 21 novembre 2015, in apertura dei festeggiamenti in onore del Patrono, e hanno arricchito la cerimonia di accensione della prima parte del nuovo impianto d'illuminazione dal titolo "Valorizzare con la luce: il Duomo di San Flaviano", ideato e curato da Italia Nostra onlus - sezione di Giulianova, associazione nazionale per la tutela per Patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, e finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo. Riprese live: Viviana Pavone.




venerdì 13 novembre 2015

ILLUMINIAMO LA CUPOLA! sabato 21 novembre (sabato 28 in caso di pioggia) accensione della prima parte del nuovo impianto illuminotecnico del Duomo di San Flaviano


ITALIA NOSTRA ONLUS - sezione di Giulianova, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione, ha promosso, ideato e curato il progetto illuminotecnico "VALORIZZARE CON LA LUCE: IL DUOMO DI SAN FLAVIANO" e grazie al decisivo sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, con il patrocinio della Città di Giulianova e della Parrocchia Arcipretale, accende le prime luci sul simbolo della città con un evento nella serata di sabato 21 novembre (in caso di pioggia sabato 28 novembre).  La progettazione, totalmente gratuita, è stata curata dall'arch. Archimede Melchiorre, presidente dell'associazione, dal dott. Sirio Maria Pomante, vice presidente dell'associazione e direttore tecnico-scientifico dei musei civici, dall'ing. Augusto Corneli e dall'arch. Alessandro Tursi, con il supporto delle ditte Di Silvestro e Cretone Rex che hanno eseguito i lavori.

Alle ore 19.30 in piazza Buozzi prenderà vita la prima parte del progetto che sarà riproposto a finanziamento per essere arricchito e implementato nei prossimi anni. La cerimonia, posta in apertura dei festeggiamenti in onore del Patrono San Flaviano, vedrà un inedito spettacolo di luci (giochi e transizioni geometriche, variazioni cromatiche, effetti prospettici 3D, deformazioni di elementi architettonici) sulla facciata del Duomo, promosso da Italia Nostra onlus, a cura di Angela Marchesani, Graziano Marchesani e Marco Rosa (allSADout) e realizzato grazie al prezioso contributo dell’amministrazione comunale. Un sentito ringraziamento è diretto al Parroco Arciprete Don Domenico Panetta, alla dott.ssa Nausicaa Cameli e al consigliere del B.I.M. Fabrice Ruffini, per il particolare interessamento, al lavoro e alla disponibilità degli uffici comunali della Terza e Quarta Area, e agli sponsor privati Frigomeccanica, Citigas, Baltour, GLS corriere espresso, DHPLAB e Autocori. Dalle 20.00 alle 23.00 Piazza Buozzi: Performance dal vivo con giochi di luce sulla facciata del Duomo a cura di Angela Marchesani, Graziano Marchesani e Marco Rosa (allSADout).

“E’ un sogno che inizia ad avverarsi e siamo solo al principio. Infatti, – spiega il presidente dell’associazione, Archimede Melchiorre – il progetto elaborato e approvato dagli enti competenti nella sua totalità, prevede l’illuminazione di tutto il monumento. Auspichiamo che la Fondazione Cassa di Risparmio, a cui và il nostro riconoscimento per aver supportato un’iniziativa così determinante per l’identità culturale della nostra città, possa continuare ad investire per il completamento dell’opera.  L’illuminazione del Duomo da parte di Italia Nostra onlus, ne siamo certi, darà nuovo lustro e decoro non solo alla  piazza sulla quale si affaccia e che aspetta ancora di diventare un autentico “salotto”, ma a tutto il paesaggio costiero, ridonando alla cupola il suo ruolo di punto di riferimento territoriale, urbanistico e storico, così come ideato dal fondatore, il duca Giulio Antonio Acquaviva”.




mercoledì 26 agosto 2015

"SeicentoNovecento", un concerto per conoscere la chiesa di San Pietro a Campovalano di Campli



"SeicentoNovecento", 17 stagione di Musica Antica. 
Lunedì 31 agosto 2015 ore 19,00 Chesa di S. Pietro Campovalano di Campli (TE), 
Concerto "Ensemble Girolamo Frescobaldi" 
Mario Caldonazzi e Augusto Righi – trombe; Michele Fait, corno; 
Fabio Mattivi – trombone; Felix Pfeifer – tuba. Ingresso libero

A seguire cena in un vicino ristorante. La partecipazione è facoltativa, per eventuale prenotazione: giulianova@italianostra.org / 0858002107.

mercoledì 17 giugno 2015

Dopo la manifestazione NO OMBRINA del 23 maggio a Lanciano


Iniziativa di ARCI, FAI, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo e WWF
La commissione scientifica a disposizione della Regione per contrastare Ombrina e gli altri progetti
Non si gettino al vento i milioni spesi per uno sviluppo diverso che sarebbero vanificati dalla petrolizzazione
Le associazioni ambientaliste ARCI FAI, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo e WWF, attraverso il lavoro della commissione tecnico/scientifica che gratuitamente e da anni si batte insieme a loro nell’interesse dei cittadini e del territorio, intendono offrire alle Regione Abruzzo uno strumento forte da utilizzare nelle prossime tappe decisionali sul progetto di realizzazione della piattaforma petrolifera denominata “Ombrina Mare 2” presentato dalla Rockopper.
Il progetto ha ottenuto il parere VIA favorevole dal Ministero dell’Ambiente pur essendo stato presentato con una documentazione tecnica carente e con molteplici imprecisioni ed errori.
La Regione Abruzzo a questo punto deve adoperarsi con tutti i mezzi a propria disposizione per rappresentare con forza la volontà popolare espressa ancora una volta con estrema chiarezza nella manifestazione dello scorso 23 maggio a Lanciano. Deve in particolare far valere le proprie scelte politiche di indirizzo sul tipo di sviluppo economico che intende perseguire e deve evitare di ripetere errori imperdonabili come quello di non aver inviato un proprio delegato per i lavori della Commissione VIA presso il Ministero dell’Ambiente.
Il gruppo scientifico del coordinamento delle associazioni ambientaliste, costituito da docenti universitari, scienziati e professionisti abruzzesi, ha già analizzato approfonditamente lo Studio d’Impatto Ambientale della Rockopper producendo dettagliate osservazioni al Ministero dell’Ambiente durante l’iter di VIA.
Per consentire alla Regione Abruzzo di esprimere la propria forte contrarietà a questo ed altri progetti di petrolizzazione che interessano il mare Adriatico adducendo anche stringenti motivazioni di carattere tecnico/scientifico la commissione scientifica delle associazioni ambientaliste mette a disposizione dell’intera comunità la propria professionalità e si dichiara disponibile a rappresentare, a titolo gratuito, a nome della regione Abruzzo e di tutti i suoi cittadini le suddette istanze nelle sedi e nei tavoli opportuni contro quello che è un progetto certamente complesso, ma presentato in maniera a dir poco superficiale.
Con questa iniziativa FAI, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo e WWF intendono ribadire ancora una volta la propria scelta in favore del Parco della Costa Teatina e di una economia diversa per l’Abruzzo che tenga conto dei tanti investimenti con denari pubblici fatti in questi anni in favore di comparti economici importanti, che sarebbero vanificati da una scellerata scelta in favore della petrolizzazione. Né va sottaciuto che il petrolio estratto porterebbe vantaggi solo alle compagnie, grazie a royalty tra le più basse al mondo, e che, secondo dati del Ministero dello sviluppo economico, l’intera riserva di idrocarburi dell’Adriatico, destinata comunque al mercato mondiale, potrebbe coprire i fabbisogni nazionali per poche settimane a fronte delle quali dovremmo sopportare danni certi (ambientali, paesaggistici ed economici) per decine e decine di anni.
In Italia, nonostante l'assenza di programmazione e regole certe, l'utilizzo di fonti rinnovabili continua a crescere, cambiando in modo irreversibile il quadro energetico del paese. Un futuro fuori dal petrolio non è più solo una possibilità, ma una realtà concreta e la politica nazionale e regionale ha il dovere di saper leggere una volta per tutte questa realtà.
Progetti come Ombrina sono soltanto retaggi di un modello di sviluppo anacronistico e ormai insostenibile. Segnano un passo indietro nella lotta ai cambiamenti climatici e rappresentano un rischio per il territorio, come sarà ampiamente dimostrato dai contributi scientifici in corso di preparazione che saranno presto presentati ai cittadini e agli amministratori. Mettono inoltre a rischio tutta l'economia sana della zona che, nel legame con la valorizzazione del territorio e delle sue caratteristiche paesaggistiche e ambientali, ha uno dei suoi principali punti di forza e riconoscibilità.

Pescara, 27 maggio 2015
La commissione scientifica delle associazioni ambientaliste
La commissione scientifica è a oggi composta (in ordine alfabetico) da: Francesco Brozzetti, Univ. D'Annunzio, geologo strutturale; Massimo Colonna, Chimico; Piero Di Carlo, Centro di Eccellenza CETEMPS Univ. dell'Aquila, fisico dell'atmosfera; Maria Rita D'Orsogna, California State University at Northridge, fisico; Loredana Pompilio, Univ. D'Annunzio, geochimico; Francesco Stoppa, Univ. D'Annunzio, vulcanologo, geochimico.

Il documento tecnico scientifico tratterà le seguenti argomentazioni
In sintesi:
Criticità emerse nella presentazione dei dati e dei calcoli sulle emissioni in atmosfera.
Modelli di dispersione in atmosfera degli inquinanti, trattati con genericità dei dati, inesattezze e incongruenze; inesatti e approssimativi anche i dati meteorologici usati come input dei modelli.
Le emissioni di inquinanti in atmosfera, dichiarate dall’azienda, sono del tutto generiche e spesso uguali in valore al limite massimo stabilito dalla normativa. Mettendo da parte la strana coincidenza di avere un impianto che emetterà esattamente quanto stabilito dalla legge, in ogni caso ciò significherebbe che l’impianto, anche nella normale attività, lavorerebbe al limite legislativo! Quindi un qualsiasi evento avverso porterebbe il sistema “fuori legge”. La carenza di informazioni sulla composizione chimica dei gas emessi in tutte le fasi impedisce inoltre un corretto calcolo delle emissioni di inquinanti a carico delle diverse sorgenti.
Le analisi modellistiche di impatto degli inquinanti emessi dalle attività di Ombrina sulla qualità dell’aria nelle aree costiere sono basate su ipotesi non supportate da dati meteorologici reali, effettivamente misurati. In particolare viene riportato che: si osserva un regime di venti costante durante tutto l’arco dell’anno per entrambe le stazioni, con prevalenza di vento di intensità medio bassa proveniente da Nord-Ovest”. Questa è una approssimazione errata perché non tiene conto dei regimi di brezza che dominano il trasporto di masse d’aria sulla costa. Le brezze sono quelle che di giorno trasportano, in maniera dominante, le masse d’aria, e quindi gli inquinanti, dal mare sulla costa. Valutazioni di impatto che si basano su regimi meteorologici che non tengano conto delle brezze producono dei risultati del tutto lontani dalla realtà, come quelli presentati in Commissione VIA. (Loredana Pompilio, Piero Di Carlo)
Viene sottovalutato il rischio subsidenza. Abbassamenti del suolo di metri si sono verificati per un largo raggio intorno a pozzi situati nella stessa situazione geologica lungo la costa adriatica. Queste enormi buche vengono riempite rapidamente dal mare con sedimenti “rubati” alla costa facendo scomparire le spiagge e provocando frane e crolli della costa alta. Ignorata la presenza di uno strato di sedimenti recenti molto mobili e ricchi di gas, con spessore sino a 50 metri, che è presente in questa zona dell'adriatico sino a 25 km dalla fascia costiera. Le piattaforme e gli ancoraggi poggiano su questo fondale instabile e facilmente deformabile. Anche una minima attività sismica può scatenare liquefazione, esplosioni di gas, craterizzazioni (pockmarks) e frane sottomarine (correnti di torbida) che possono scatenare una serie di fenomeni dannosi, e perfino pericolosi tsunami. (Francesco Stoppa, Francesco Brozzetti)
La descrizione dell’impianto dal punto di vista ingegneristico è carente. Manca l’analisi dei rischi: i nostri giacimenti sono si piccoli, ma spesso con pressioni elevate; si ricordi l’incidente della Paguro (AGIP) che durante la fase di perforazione intercettò un pozzo con gas ad alta pressione non previsto.
Nel Quadro di Riferimento progettuale del progetto Ombrina Mare si sviscera una lista di possibili additivi dei fanghi e fluidi perforanti, senza però spiegare il loro tipo di impatto sulla vita marina, quale sia il loro tasso di biodegradazione e il quantitativo di queste sostanze che verrà usato. In alcuni casi si usano etichette fuorvianti, come ad esempio, non meglio specificati lubrificanti ecologici. Cosa sono esattamente questi lubrificanti? In che senso sono ecologici? Fra i componenti elencati dalla Medoilgas in qualità di additivi dei fanghi perforanti a pagina 63 del Quadro di Riferimento Progettuale non compare il gasolio. A pagina 76 della stessa sezione però si afferma che ci sarà una nave appoggio ove saranno stoccati tutti i materiali necessari alla perforazione, fra cui il gasolio. Sebbene la Medoilgas continui ad insistere che i fluidi utilizzati durante le estrazioni di petrolio presso Ombrina Mare saranno biodegradabili ed a scarso impatto ambientale, nel documenti presentati agli investitori già nel 2008 veniva illustrato che invece verranno usati oli diesel e brine petrolifere e che i pozzi necessiteranno di aggressive tecniche di stimolazione artificiale fra cui acidificazione e fratturazione. Già in fase di prove di produzione infatti, eseguite nel Maggio e Giugno del 2008, il petrolio di Ombrina fu estratto usando composti di HCl e di HF ad alta concentrazione e ad alta pressione per dissolvere la roccia e aumentare il flusso di idrocarburi. L'acidazione ha permesso di quasi raddoppiare il tasso di produttività. I testi rivolti agli investitori sono chiari e affermano che fra le tecniche di stimolazione artificiale, verranno usate fratturazione e acidificazione: The Ombrina Mare-2 well tested up to 1.0 mb/d of heavy 17 API oil during an acidized production test in May/June this year and the company believes... (Maria Rita D'Orsogna)
Criticità emerse nelle modalità di gestione dei rifiuti prodotti dalle attività di perforazioni e di desolforazione.
Ombrina Mare 2, la storia in breve
Le prime indagini vennero condotte nel periodo 1955 – 1970 dall’AGIP alla quale seguì, nel periodo 1970 – 1973, la Gulf Italia; entrambe rinunciarono alla coltivazione. L’esperienza proseguì nel periodo 1975 – 2000 con la ELF Italiana che realizzò i pozzi Rombo Mare e Aguglia 1, risultati sterili, e il pozzo Ombrina Mare 1 che, pur risultato mineralizzato ad olio e gas, non garantiva un programma di coltivazione
2002. Arriva Gas Concordia che richiede l'area e riparte con l' Istanza di Permesso accordata; nel 2005 ottiene anche il Permesso di Ricerca. Contemporaneamente all’acquisizione del titolo Gas Concordia cede l’intero pacchetto a una sua controllata, la Intergas Plus, e fa richiesta di un pozzo esplorativo, Ombrina Mare 2. Nel 2008 Ombrina passa alla Medoil Gas, che è l’esecutrice del pozzo di ricerca Ombrina Mare 2. I lavori sono completati nel giugno 2008. Prime manifestazioni di contrarietà, con Maria Rita D'Orsogna.
2010. Medoil presenta in sede di VIA il progetto di coltivazione-istanza a coltivare-; parte una grande mobilitazione per inviare osservazioni in critica al progetto per l’esame della commissione di valutazione ambientale. Arriva il decreto Prestigiacomo e il Ministero dell’Ambiente l’8/11/2010 attraverso la commissione VIA da parere negativo al progetto.
2012. 22 giugno: l’art.35 DL 83/2012, comma 1, modifica l’art. 6, comma 17 del D.Lgs n.128/2010. In sostanza vengono resi inefficaci i limiti posti di 5/12 miglia dalla costa, per progetti antecedenti il Decreto Prestigiacomo del 2010. Il mese successivo La Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero trasmette alla Commissione Tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale (CTVIA), una nota in cui si chiede il riavvio della attività istruttoria- nota prot.DVA-2012-0016621-. Riparte la fase istruttoria CTVIA, come se non fosse mai esistito il parere negativo di due anni prima. La società presenta delle integrazioni al progetto Ombrina Mare 2.
2013. Il 25 gennaio, inspiegabilmente, arriva il parere positivo con l’esonero di procedere subito all’approfondimento AIA -Autorizzazione Integrata Ambientale-, spostandola di 4 anni dall’inizio attività. Ministro dell’ambiente era Clini, lo stesso che nel 2014 sarà accusato per corruzione. 28 maggio 2012 WWF presenta una diffida per il riavvio del tutto irrituale in seguito a un parere negativo. Cambia governo e cambia ministro. Il nuovo responsabile dell’ambiente Orlando stabilisce che invece la Medoilgas per Ombrina dovrà fare l’AIA, come da normativa. La Medoil ricorre al TAR Lazio, che nel marzo 2014 respinge detto ricorso, ritenendo l’AIA espressione del Principio di Precauzione per la tutela dell’ambiente.
2014. Il 30 marzo inizia procedura AIA. Il WWF organizza una “task force” tecnico scientifica per produrre osservazioni dettagliate, Legambiente si unisce nella presentazione delle osservazioni. Maria Rita D’Orsogna sollecita e ottiene 400 note di critica da cittadini comitati e associazioni, il ministero è sommerso. Fine anno 2014, Ombrina diventa della Rockopper, una società inglese
2015. Ombrina a marzo ottiene il parere favorevole dell’AIA.







"Concerto in Villa". Invito di IN alla serata dedicata a Pasquale Ventilj nella sua villa a Mosciano Sant'Angelo